14. ottobre 2009

Inaugurata la nuova categoria dedicata alla satira

Da questo momento il Blog si arricchisce di una nuova categoria dedicata alla satira. Vignette, filmati e tutto quanto è satira troverà posto in questa nuova categoria. Chiunque vuole partecipare con propri contributi è ben accetto.

Il primo contributo????? Ovviamente dedicato al primo ‘vaccinato italiano’ contro la nuova influenza A/H1N1 meglio nota come influenza suina o Nuova Influenza, per la quale (qui) ho già espresso chiaramente cosa ne penso.

h1n11

06. ottobre 2009

Ma Tremonti cosa si è bevuto???

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Con il libro “la paura e la speranza” Tremonti sembrava aver anticipato prima di tutti la crisi imminente, mostrando di avere le idee chiare e le soluzioni per uscirne. Devo ammettere che il libro mi è piaciuto e l’ho trovato interessante. Soprattutto mi sembrava che Tremonti avesse effettivamente chiaro l’intero scenario. Purtroppo non mi ritrovo ora in alcune sue recentissime affermazioni.
In questo periodo dove tutti dichiarano che l’emergenza è finita e ci si sta avviando verso una lenta e difficile ripresa, vediamo invece il tessuto produttivo dell’hinterland milanese vivere uno dei suoi momenti peggiori.
Non passa infatti giorno senza che i comuni della periferia debbano contare l’ennesimo fallimento aziendale o la chiusura di qualche esercizio commerciale.
Passeggiando per l’hinterland si possono notare i numerosi negozi chiusi di recente e i numerosi spazi commerciali sfitti da anni.
Metalli Preziosi, Lares, Nokia-Siemens, Carrefour, Terex-Comedil, Amisco, Imu, Breter, Nardi, Bialetti, Scaltrini sono invece i nomi di aziende che lasciano ben intendere il periodo di crisi che hanno vissuto e che stanno ATTUALMENTE vivendo le piccole e grandi realtà produttive del nostro territorio.
Nonostante tutto si continua a parlare di ripresa e oggi in un comunicato stampa mi è capitato di leggere alcune affermazioni di Tremonti che sinceramente mi hanno lasciato piuttosto allibito.
Durante il suo intervento all’International Monetary and Financial Committee, nell’ambito degli incontri annuali di Fondo monetario internazionale e Banca Mondiale, Tremonti ha infatti prodotto le seguenti ‘perle di saggezza’:

L’economia globale sta gradualmente emergendo dalla peggiore fase negativa degli ultimi sett’antanni” - ha rilevato Tremonti aprendo la sua relazione - “e i mercati finanziari sono migliorati nei mesi recenti. Ma allo stesso tempo, mentre le maggiori economie avanzate si sono aggiunte a paesi emergenti e in via di sviluppo sulla strada della ripresa, le prospettive restano piene di incertezze rilevanti e di rischi al ribasso”.

Guardando alla situazione dell’Italia, “la ripresa si sta sviluppando in linea con il resto d’Europa”. Già dalla tarda primavera, e ancor più durante l’estate si è assistito ad un miglioramento degli indicatori economici. “Famiglie e imprese - ha detto Tremonti - hanno mostrato recuperi di fiducia. La produzione industriale è migliorata, e le indagini suggeriscono che sia in corso una graduale ricostituzione delle scorte. Nel corso dell’estate si sono ripresi anche gli ordinativi dall’estero”.

“Questi sviluppi - ha detto il ministro - suggeriscono un rimbalzo dell’attività nella seconda metà dell’anno e all’inizio del 2010. Successivamente la portata della crescita resta incerta“.

“..nonostante alcune debolezze il mercato del lavoro ha fatto ben meglio di altri paesi vicini“, ha rilevato Tremonti. Inoltre “le misure del governo hanno mitigato l’impatto della crisi sul lavoro e sui segmenti più vulnerabili della popolazione. Durante la crisi sono state adottate misure mirate per sostenere l’economia e assicurare la coesione sociale. Il governo ha adottato provvedimenti per sostenere il flusso di credito, i redditi e i consumi, per estendere la portata degli stabilizzatori, per rafforzare ed accelerare gli investimenti pubblici e incoraggiare quelli dei privati”.

Cioè, Tremonti ha dichiarato terminata la crisi economica, iniziata la conseguente ripresa e l’unica incertezza che ha riguarda l’effettiva ‘portata della crescita’???
Non so voi, ma cautamente preferisco continuare a fare il pessimista. Come diceva qualcuno…meglio prevenire che curare.

08. settembre 2009

Amarcord di una vacanza estiva

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Le vacanze non solo aiutano a riposare ma ci concedono il tempo per osservare meglio le cose e soffermarci a riflettere. Se dovessero chiedermi cosa mi ha particolarmente colpito questa estate sintetizzerei tutto in tre flash.
Il primo flash è quello di una compagnia di ‘manzi’ nostrani fisicati, capelli a spazzola, profumo esagerato e sigaretta. Toh, per riassumere atteggiamento e aspetto, diciamo un gruppetto di James Dean ‘de noantri’. In lontananza passa il classico trio di ninfette (ma perchè sempre in tre?). Dal gruppo dei macho (credo fosse il capobranco o il più sfigato) si leva un grido gutturale simil ‘Aooo Aooo … Aoooooo’. Mancava solo la clava, perchè tutto il resto era perfettamente allineato a quello di un esemplare di Cro-Magnon.
Secondo flash. Festa di paese con serata danzante in piazza. Folla di bambini con gelati, coppiette, gruppi di cro-magnon all’inseguimento delle ninfette. Da questo variegato di umanità una donna tra i 50 e i 60 anni, vestita in modo curato, si allontana barcollando e con aria smarrita, completamente ubriaca. L’ho vista aggirarsi per un po’ intorno alla piazza come una falena intorno a una lampadina.
Terzo flash. Un anziano produttore di liquori che ormai alla soglia dei 90 anni, allo stremo delle forze e senza nessuno che possa continuarne l’opera, parla dei lunghi inverni trascorsi isolato rileggendo le lettere e le cartoline inviate dai clienti affezionati che stanno assaporando il risultato dei suoi sforzi. Una vita trascorsa a cercare l’equilibrio perfetto di erbe, zuccheri e alcool per racchiudere in un bicchiere i profumi e l’essenza della terra dove ha trascorso la propria vita. Quando gli è stato chiesto a quanto stava cercando di vendere le ricette e la licenza la risposta è stata sorprendente al momento, ma perfettamente comprensibile dopo essersi fermati a pensare un momento. Tre milioni di euro è stato infatti il valore che l’anziano artista ha dato alla propria vita.
Tre scene di vita, tre generazioni, tre storie e tanto su cui meditare. Gli intrecci immaginabili sono molteplici, così come i finali possibili. Il vitellozzo che oggi si esprime a monosillabi vedendo una minigonna, nel momento in cui i neuroni inizieranno a sostituirsi agli ormoni potrebbe diventare il vecchio liquorista o perdersi come la donna ubriaca. Da una parte imboccare una strada vissuta con dedizione, ispirazione e sacrificio verso un senso compiuto, dall’altra le scelte forse sbagliate, i sogni infranti e gli insuccessi che hanno condotto a una rassegnazione. Il confine è sottile e mai definito con precisione. Un passo falso o una distrazione possono cambiare completamente il finale. Il vecchio liquorista ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscerlo e di ascoltare le sue storie, i suoi aneddoti e di intuire la forza, l’orgoglio e la passione che l’hanno sotenuto e che gli hanno consentito di raggiungere il proprio obiettivo. Non capita spesso di sentirsi raccontare di una vita di lavoro vissuto con piacere, soddisfazione e perchè no divertimento. Un lavoro che ha coinciso con i propri interessi e con l’hobby principale. Il perfetto connubio tra lavoro e passione che ripeto, difficilmente mi è capitato di sentir raccontare. Per quanto riguarda la donna ubriaca mi rimane il rammarico di non aver avuto il coraggio di avvicinarla per potele chiedere, sentirla raccontare o cercare, sperare di capire. E’ vero che mi è già capitato di incontrare altre situazioni simili e il comune denominatore mi è un po’ chiaro. Come accennavo sopra si tratta del risultato di una somma di fattori tra i quali pesano sicuramente i fallimenti, i sogni mancati, i progetti deragliati, la solitudine e il rifugio nella rassegnazione. Anche l’anziano liquorista è solo ma la sua solitudine è riempita, smorzata quasi, dai messaggi che riceve da chi aveva conosciuto lui e i risultati del suo lavoro. Sono continue conferme di aver fatto qualcosa d’importante, di aver lasciato un segno di aver raggiunto un traguardo. Storie di un’estate, storie di vita che un giorno spero di poter raccontare a qualcuno iniziando come si fa in Romagna con …a m’arcord (mi ricordo).

01. settembre 2009

Delfinario di Rimini, & C: i soliti pasticiacci all’italiana

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Si sa che località come Rimini e dintorni si giocano il tutto per tutto durante i 4/5 mesi della stagione estiva.
Ecco quindi che la maggior degli operatori commerciali si spinge al limite del lecito o della decenza pur di essere certi di aver sfruttato il turista fino all’ultima goccia.

Qualche esempio? Ne ho tre e sicuramente nessuno edificante. Iniziamo da quello più eclatante in quanto coinvolge la struttura ben nota del Delfinario di Rimini. L’episodio risale alla sera del mercoledì 19 agosto 2009. Un giorno infrasettimanale dopo Ferragosto e quindi un buon candidato per sperare di non trovare troppa ressa. Mai speranza si rivelò più vana. Un carnaio sia alla biglietteria sia alla coda per chi proveniendo dai battelli e dai tour organizzati disponeva già del biglietto. Impossibile tenere i bambini più piccoli a terra in quanto circondati da adulti non avevano aria, figurarsi poi sperare di manovrare con i passeggini. Rischi di rissa all’apertura dei cancelli dove l’italica educazione suggeriva ai più di pressare chi precedeva, incuranti della presenza di numerosi bambini e rischi di tafferugli all’interno per gettarsi sui pochi posti a sedere disponibili.

I responsabili della struttura prima di avviare lo spettacolo hanno atteso di stipare all’inverosimile tutti gli spettatori dotati di biglietto. Inutile dire che lo spettacolo (ridotto al minimo per la presenza del neonato delfino Lapo) si è svolto in condizioni di vivibilità piuttosto limitate con il caldo peggiorato dalla presenza di un numero sicuramente eccessivo di persone e con numerosi episodi d’insofferenza da parte di chi oltre ad essere costretto a stare in piedi non riusciva a vedere a causa delle persone che aveva davanti. A peggiorare ulteriormente il quadro descritto la situazione dei numerosi genitori con bambini piccoli a seguito e costretti a stare in piedi per mancanza di posti o con la necessità di tenere i più piccoli sulle spalle altrimenti non avrebbero potuto vedere nulla.

Una scena di fantozziana memoria. Figurarsi poi in tali condizioni permettersi di effettuare la visita del sottostante acquario. Terminato lo spettacolo, quasi come una liberazione i più sono fuggiti a cercare aria.
Ora, mi sorgono spontaneamente alcune semplici domande. Non è previsto un numero massimo di spettatori??? Se anche per assurdo non lo fosse non sarebbe corretto stabilire il numero massimo di persone che possono essere agevolmente ospitate dalla struttura in condizioni di visibilità e vivibilità ideali? Qualcuno controlla? Una volta definito questo benedetto numero, nel 2009 è ancora così difficile utilizzare un contatore che raggiunto il limite  visualizza l’avviso che i successivi biglietti consentiranno l’accesso solo allo spettacolo successivo? Capisco il fatto che ogni delfino si pappi oltre 6 Kg di pesce al giorno, ma se per pagarglielo mi proponi uno spettacolo voglio usufruire di quello che pago altrimenti chiedimi una donazione volontaria e lascia tranquilli i tursiopi. Invece delle solite soluzioni alla buona, ogni tanto un po’di tecnologia non guasterebbe e forse, per godere veramente di un buon spettacolo in condizioni agevoli la gente sarebbe disposta a pagare anche un po’ di più.

Ma procediamo oltre, verso l’ennesima trovata da furbetto del quartierino. Questa estate in edicola, tra le quintalate di boiate destinate ad abbindolare i più piccoli è comparsa quella che spacciano come novità ma che guarda caso ha anche più della mia età. Si tratta del famosissimo bruco in velluto comandato da un filo trasparente. Distribuito da Gedis Giocattoli (qui) e ribattezzato per l’occasione ‘Skifidol Striscia il Verme’. Il prezzo prestampato sulla bustina è di € 2.99. Inspiegabilmente in una edicola/tabaccheria di Viserba di Rimini me lo sono sentito proporre a € 4.00. Dopo aver analizzato la bustina ecco l’inghippo. Con un’operazione degna di un miniaturista medievale, un perfetto rettangolo effettuato con un pennarello indelebile copriva il prezzo prestampato. Difficilissimo individuare il rettangolo che si confondeva con i motivi cromatici della busta. Ora è proprio necessario ricorrere a questi trucchetti quando tutte le altre edicolo propongono lo stesso articolo al prezzo originale? E’ come se l’edicolante in questione avesse deciso di correggere il prezzo di un quotidiano portandolo da 1 a 2 Euro. Se proprio volete attaccarvi all’euro di differenza sul gioco in questione mettetevi tutti d’accordo. E infine, se ha taroccato il prezzo di questo articolo, su quanti altri prodotti è intervenuto? Inutile dire che da quell’edicola personalmente non ho acquistato più nulla così come lo stesso han fatto quanti ho potuto avvisare.

Ultima chicca della frenesia del business ad ogni costo ha visto coinvolto l’albergo (sempre di Viserba) nel quale alloggiavo. Dopo aver prenotato una camera per degli amici che mi avrebbero raggiunto dopo Ferragosto ho regolarmente anticipato la caparra a copertura di più di un giorno di permanenza. La mattina in cui avrebbero dovuto arrivare hanno chiamato avvisando di aver avuto problemi con il piccolo e nel pomeriggio, avrebbero confermato o disdettato.  Al pomeriggio quando hanno chiamato per confermare l’arrivo la stanza era già stata venduta.  Alla richiesta di spiegazioni la risposta è stata che il compito di un albergo è ‘vendere camere’. Valutando quindi in modo assolutamente arbitrario l’entità dei problemi che avevano impedito agli amici di arrivare in giornata, il responsabile dell’Hotel ha deciso che erano tali da non consentire con sufficiente margine l’arrivo previsto e ha preferito procedere in anticipo cedendo la camera. Come dire, meglio la gallina domani dell’uovo oggi. In questo caso almeno la caparra è stata restituita. Non ritengo comunque corretto che i responsabili dell’albergo abbiano potuto cedere una camera a tutti gli effetti ancora riservata. La copertura della caparra avrebbe infatti permesso ai clienti di arrivare tranquillamente entro la giornata e la camera già pagata doveva essere a loro disposizione. Da notare che il comportamento tenuto non era previsto tra le clausole indicate su volantini pubblicitari o altra documentazione consegnata e che non avevano ricevuto disdetta ma solo la segnalazione di un ritardo. A proposito di documentazione, altro appunto da muovere all’Hotel in questione è l’assenza di un listino prezzi in evidenza per i prodotti distribuiti al bar. Non era obbligatorio?
Purtroppo il business è business e in pochi giorni ho visto concetti quali professionalità, onestà e serietà naufragare miseramente nell’azzurro mare di agosto. Questa è l’Italia. (ygkemf786b)

21. luglio 2009

Nuova influenza suina, h1n1, aviaria e sars: a chi giova la pandemia?

rischio-biologico

 

Un’altra chicca dedicata alla categoria ‘ai confini della realtà’. Visto che gli omini in nero non sono passati dopo il post dedicato ai giochi a premi alzo la posta e miro agli interessi degli imperi farmaceutici. In prima battuta infatti la risposta più sensata alla domanda che pongo nel titolo potrebbe essere: alle multinazionali farmaceutiche.

Personalmente dubito che al ricco banchetto non partecipino comunque altri commensali. Gli interessi in gioco sono troppo alti, così come le cifre economiche. Comunque sia, negli ultimi anni improvvisamente si assiste a un susseguirsi di allarmi ed emergenze sanitarie. Prima era stata la mucca pazza, poi la sars, poi l’aviaria, poi l’influenza suina. Purtroppo ormai sembra che ogni anno, insieme al killer seriale dell’estate, all’allerta meteo e alle criticità legate all’esodo, debba per forza far capolino il probabile virus dell’apocalisse.

Ripeto, prima di continuare nel discorso ricordiamoci quanti quattrini ruotano intorno ai vaccini e ai farmaci anti virali così come, notizie legate a particolari prodotti di consumo (mucca pazza, aviaria e ‘influenza suina) possono influire pesantemente su un determinato settore di mercato. A proposito, per l’anno prossimo mi aspetto la comunicazione di qualche terribile morbo veicolato dai cefali (mancano solo loro all’appello).

Comunque, per focalizzare meglio di cosa stiamo parlando riprendiamo un comunicato Ansa del 23/06/09 dove si dichiara: ” Aggiornati a questa mattina, sono 52.160 i casi di nuova influenza (A-H1N1) nel mondo, con 231 morti. Lo ha detto Vincenzo Nicosia, presidente della Societa’ Italiana della Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (SIMVIM), …. Nel mondo ogni anno, in assenza di pandemie, la malattia (ndr  l’influenza comune) uccide (indirettamente, perche’ in realta’ a uccidere sono le complicanze, come la polmonite) da 250 mila a 300 mila persone. … La nuova influenza sta pero’ dimostrando una mortalita’ molto minore rispetto a quella solita: ‘pari a circa 500 morti per 100 mila malati’ - secondo i calcoli di Nicosia - ‘contro i circa 1000 morti per 100 mila dell’ influenza stagionale annuale’ ”.

Insomma, ogni anno viviamo effettivamente una pandemia che si chiama influenza, che contagia milioni di persone, che se ne frega dei confini e che causa la morte di almeno qualche centinaio di migliaia di individui. Questa pandemia però non suscita tanto clamore quanto la nuova influenza suina o l’aviaria. Personalmente ritengo che ciò sia dovuto al fatto che invitare la gente a vaccinarsai dall’influenza perchè altrimenti si ammala, sta a casa dal lavoro e contribuisce a diminuire il PIL sia ormai meno convincente rispetto a dirle che rischia la pelle.

La gente ormai sottovaluta la comune influenza e la considera alla stregua di un semplice raffreddore. Ecco quindi che l’invito a vaccinarsi non riscuote più il successo sperato. Anzi, in alcuni casi la gente non vuole vaccinarsi perchè se si prende l’influenza sta qualche giorno a casa dal lavoro. Secondo me serve quindi qualche motivazione più convincente per vendere farmaci e vaccini ed ecco comparire l’influenza ‘cattiva’.
Da anni si stanno spendendo soldi e chiacchere sui piani internazionali congiunti per prepararsi a contrastare una possibile pandemia. Conferenze, incontri, studi, analisi, enti, unità di crisi, chiacchere, chiacchere, soldi e soldi.

Alla prova dei fatti l’intera organizzazione è poi crollata miseramente. Partiamo dal gran casino delle frontiere messicane. I primi casi sospetti si sono infatti verificati in Messico e grazie al cielo l’individuazione di una possibile nuova infezione sembrerebbe essere stata tempestiva. Da quel momento si è poi scatenata una confusione incredibile. Prima sulla convenienza o meno di chiudere le frontiere, poi il panico seminato dai media a caccia dell’audience infine i balletti delle cifre e l’indecisione di tanti e troppi protagonisti. Anche oggi continua il patetico balletto delle cifre, con l’unico risultato di confondere e allarmare la gente. Non parliamo poi di episodi folkloristici come i party inglesi per contrarre il contagio e immunizzarsi che la stampa seria (anzi la stampa in generale) avrebbe dovuto assolutamente ignorare.

Insomma, la nuova influenza fa paura perchè essendo comparsa sul finale del normale periodo favorevole a queste patologie, dispone di almeno un anno per poter mutare. Inoltre sembra esistere il rischio che possa combinarsi con il virus dell’influenza ‘classica’ creando nuovamente una pericolosa chimera. Infine il comportamento di questa nuova influenza spaventa perchè ricorda quanto avvenuto con la gravissima pandemia di Spagnola che fece registrare milioni di morti. Anche la Spagnola infatti era comparsa prima in forma leggera per poi ripresentarsi nel periodo favorevole con maggiore virulenza e potenza. Vero è che il periodo della Spagnola era particolare, coincidendo infatti con un gran movimento di reduci e con la popolazione che usciva fisicamente stremata da una guerra devastante.

Attualmente, la nuova influenza ha tante possibilità di mutare quante ne ha la forma ‘classica’. Quante volte infatti i famosi vaccini autunnali si sono dimostrati inefficaci perchè il ceppo originario di virus sul quale era stato calibrato il vaccino è mutato prima della diffusione? Insomma, per come la vedo con la possibilità di avere in giro due possibili forme influenzali e con il panico che si sta generando grazie alla stampa ‘disinformata’ e alla disinformazione guidata, i colossi farmaceutici si staranno fregando le mani, pensando al doppio guadagno proveniente dalla distribuzione dei vaccini e all’assalto ai farmaci antivirali che presumibilmente si scatenerà il prossimo autunno.

Intanto ogni paese sembra muoversi per conto proprio e ognuno in direzioni differenti. Fanno ad esempio sorridere iniziative come quelle della Gran Bretagna dove  vengono istituiti controlli agli aereoporti per chi starnutisce o ha la febbre. Li voglio vedere questo inverno dove la nuova influenza potrebbe accompagnarsi a quella classica e all’immancabile raffreddore. Cosa faranno? Bloccheranno tutti perchè non si può escludere a priori cosa si sono beccati? Nel frattempo in Italia prima accennano a posticipare l’apertura delle scuole, poi si sdrammatizza ma con cautela. Insomma un gran casino e visto che in tutto questo bailamme non si riesce più a distinguere dove sia la verità e quale effettivamente la portata dell’allarme la gente inizia a rispolverare l’ipotesi del complotto e del virus sperimentale sfuggito (o diffuso ad hoc) da qualche laboratorio. Questo almeno sento di poterlo escludere categoricamente. Perchè? Perchè la volta che riusciranno a trovare il virus giusto saranno abbastanza fessi da farselo veramente scappare e a quel punto non ci sarà più bisogno di preoccuparsi. L’essere umano e la sua ingombrante presenza se ne saranno infatti già andati da tempo … in uno starnuto.

Sarebbe comunque ora di iniziare a ignorare i vari proclami e le danze delle cifre. Tanto da qui a questo inverno non passerà giorno dove non si parlerà della nuova influenza. Per tutte le redazioni si tratta ormai di un argomento irrinunciabile ed il ‘must’ è che bene o male almeno un trafiletto ogni tanto venga pubblicato. L’argomento è di moda e fa audience. Chi normalmente si vaccinava potrà continuare a farlo, i soggetti a rischio dovrebbero farlo mentre gli altri potrebbero continuare a campare come hanno sempre fatto. Personalmente, visto che finalmente l’estate è arrivata, piuttosto che perdere tempo per seguire gli esercizi di fantasia dedicati dalla stampa alla nuova influenza, preferisco seguire il gossip sul topless della Marcuzzi.

06. luglio 2009

Giochi a premi: io qualche dubbio ce l’ho

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Dopo un lungo periodo di inattività, ho deciso con questo post di inaugurare la nuova categoria ‘ai confini della realtà’.
Apparterranno a questa nuova categoria tutti quegli interventi che tratteranno di argomenti piuttosto dubbi, di cui non mi capacito pienamente e per i quali chiedo il parere di quanti volontariamente o casualmente transiteranno da queste parti. Effettivamente, alcuni argomenti di cui vorrei trattare sono da intervento da parte di ‘omini in nero’, per cui se dopo uno di questi post non avrete più mie notizie, probabilmente avevo ragione :-D
Comunque bando alle ciancie e parliamo di giochi a premi. Ora il dubbio che nutro è del tipo: ‘chi controlla i controllori?’
su alcuni giochi piuttosto folkloristici e sotto gli occhi di tutti (v. lotto) la composizione della combinazione vincente appare abbastanza regolare. E’ vero che nel corso degli anni qualche magagna c’è scappata, come nel caso delle sfere a diversa temperatura per guidare l’estrazione, ma in generale hanno suscitato scalpore proprio grazie alla rarità di fenomeni analoghi.
La mia angoscia si concentra su tutti quei giochi la cui combinazione vincente viene affidata ad algoritmi automatici.
Guarda caso sono quelli che raggiungono i montepremi più interessanti. Ora partiamo dall’inizio e cioè dalla singola giocata. Se è vero quello che ho letto in rete, considerando ad esempio il Superenalotto, il quale  fra tutti i giochi pubblici, è quello su cui lo Stato guadagna di più: su 100 euro incassati ne riversa infatti 49,5 allo Stato.
Tolto il prelievo statale, il restante 50,5% viene così distribuito: 38,1% al montepremi, 8% al punto vendita, 4,4% a Sisal.
Naturalmente, più il montepremi si alza raggiungendo cifre da record (soprattutto in periodo di pseudocrisi - guarda un po’) più aumentano le giocate e di conseguenza i guadagni di chi gestisce il business.
In periodo di crisi e dopo una prima esperienza di montepremi record ecco che con l’adozione di sistemi automatici si verifica nuovamente una possibilità più unica che rara ed aumentano le giocate.
Passiamo ora alla vincita. Notoriamente si da per scontato che l’eventuale vincitore se ne stia zitto :-D Mai successo infatti che il fortunato ed improvviso multimiliardario (a meno che non si tratti di Fracchia) vada in giro a sbandierare ai quattro venti il nuovo status sociale. Tutti i terminali dei giochi a premi sono collegati tra loro e gestiti a livello remoto (sia per quanto riguarda gli aggiornamenti software, sia per la trasmissione dati delle giocate) dall’ente gestore del gioco. Ora mi e vi chiedo, potrebbe essere possibile giunto il momento giusto (leggi montepremi superpasciuto e calo delle giocate) creare un codice fasullo da assegnare a una fantomatica scheda mai giocata e incassare così, senza colpo ferire, l’intero montepremi??? Mi spiego meglio. Prendiamo il gioco a premi X il cui montepremi ha raggiunto cifre cospicue e che non risulta conveniente protrarre ulteriormente a rischio che qualcuno effettivamente azzecchi la combinazione vincente. Dall’ultima tornata non risulterebbe alcun vincitore. A questo punto, il sistema potrebbe generare il codice di una giocata mai effettuata e inviarlo a uno dei terminali gestiti. Ovviamente, la giocata risulterebbe regolarmente così come la vincita, ma in realtà nessuno l’ha mai effettuata e quindi nessuno incasserebbe la vincita :-D Ovviamente, nessuno si stupirebbe del fatto che come al solito il vincitore non si faccia vivo.
Ora, il calcolo è spannometrico perchè se non sbaglio, parte del montepremi in alcuni giochi a premi viene reinvestito in quello successivo, comunque così per giocare con i numeri e restando per forza di cose tra i protagonisti interessati, se l’artefice del gioco di prestigio fosse lo Stato, alla fine totalizzerebbe 49,5 + 38,1 = 87,6% mentre se fosse la Sisal totalizzerebbe 4,4 + 38,1 = 42,5% del giocato.
Naturalmente, lasciandosi catturare nel vortice della paranoia, lo scenario potrebbe essere complicato a piacere, includendo la possibilità che fino a quando ritenuto opportuno, la combinazione vincente generata non coincida con nessuna di quelle giocate e, nel momento in cui i tempi vengano ritenuti maturi, potrebbe essere applicato il meccanismo precedentemente descritto. Teniamo conto che in alcuni casi si parla di cifre stratosferiche in grado di sanare un’intera finanziaria e dopo tutto, si tratta di una tassa volontaria in quanto nessuno vi obbliga a giocarvi l’intera pensione. Non so voi ma paranoicamente qualche dubbio ce l’ho :-O

19. giugno 2009

E adesso finiamo di fare i pirla e iniziamo a lavorare

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Premetto che non escludo a priori che sia la stessa destra che vista la redditività del fenomeno non abbia deciso di orchestrarlo ad hoc per aumentare i consensi. Vero è che anche in questo caso sarebbe stata la sinistra a dimostrarne per prima l’efficacia facendone il principale strumento del proprio harakiri politico.
In ogni caso non ne posso veramente più di sentire chi e cosa si tromberebbe il Presidente del Consiglio. Ormai si sta rasentando la farsa. Prima era il conflitto d’interessi, poi corruzione, poi si è scoperto il filone sessuale. Sembra che magistratura e sinistra non facciano altro che sbattere come falene contro la lampadina Berlusconi. Eppune già più volte anche io che di politica quando posso preferisco non trattarne, avevo evidenziato come con gli attacchi personali a Berlusconi, la sinistra non stesse facendo altro che danneggiarsi. Già storiche coppole con questo sistema le presero Prodi, Veltroni e lo stesso Franceschini alle ultime elezioni. Ma è mai possibile che in questo cribbio di paese si perda solo tempo ad accusarsi e attaccarsi a vicenda??? Scusate ma da semplice italiano preferirei conoscere le vostre proposte su come risolvere i problemi contingenti del paese. Mi sembra paradossale che una fazione politica chieda al premier in carica di andare a riferire in parlamento riguardo a chi si sia trombato e se abbia pagato. Ma ca..o (mi scuso per il ma) è mai possibile che appena finito il casino sul processo Mills è iniziato quello su Noemi Letizia, finito quello è partito quello sui voli di stato, dimostratosi una fesseria anche questo adesso c’è il giro di mignotte. OH ma ci state tutti a prendere per coglioni????? Ma che ca..o me ne strafrega per l’ennesima volta di chi si tromba Berlusconi (mi scuso ancora per il ma). Buon per lui e un po’ d’invidia. Se poi deve pagare perchè non è più tanto giovane, abbronzato e aitante pazienza. L’avevo già ribadito in qualche altro post, finchè è occupato a trombar signorine spero non abbia tempo per trombare gli italiani. Se poi la pratica lo aiuta a rilassarsi e a concentrarsi meglio sui problemi del paese meglio per lui e meglio per noi. Non so, seguendo questo ragionamento anche Franceschini & C dovrebbero presentarsi e riferire in Parlamento come se la cavano nel settore. Franceschini potrebbe dichiarare e giurare che lo fa solo con la moglie o compagna, oppure che si ammazza di pippe. Sinceramente preferisco un presidente donnaiolo anche a pagamento piuttosto che un integerrimo onanista. In ogni caso per favore, vi imploro, vi scongiuro, dateci un segno anche flebile di vitalità politica. Forniteci uno straccio di proposta, programma, idea, ipotesi per risolvere uno qualsiasi dei problemi che affliggono il nostro paese. Partiamo da qualcosa di semplice. Dateci la vostra proposta, una qualsiasi per risolvere il problema delle zanzare in estate o dell’Ambrosia in autunno. Chi vi trobate o chi si trombano gli avversari tenetevelo tra le mura domestiche. Berlusca si tromba le veline a pagamento mentre voi vi fate le pippe davanti a Youporn??? Pazienza, l’importante è tirare avanti ed essere finalmente contenti e soddisfatti. Terminate le paranoie e le invidie personali vi ricordo che io come cittadino vi sto pagando per fare il vostro lavoro, e cosa anche peggiore alla fine non godo nemmeno. Cosa dovrei dire???? Come minimo mi incazzo e vi esorto a fare quello per cui siete pagati….governare. Quindi ora per favore bambini, fate i bravi e tornate chi a governare e chi a fare opposizione. Smettetela di giocare e iniziate a lavorare, altrimenti non ci facciamo certo una bella figura a livello globale. Se una stagista sotto la scrivania non ha fatto dimettere il presidente americano perchè mai una donnina in più dovrebbe far cadere il Governo??? Quindi buoni buoni tornate tutti ad occuparvi di quello per cui siete pagati. Mi ricordo ancora chi pigliava per il culo Gheddafi con la foto sulla divisa durante l’ultima visita paragonandolo al dittatore dello stato libero di Bananas. Beh signori, purtroppo per come siamo conciati al momento con tutte le fregnacce che sono state tirate in ballo, l’Italia non si discosta molto dal paese delle banane…Che amarezza.

08. giugno 2009

Ha vinto la sinistra: reazione degli italiani alla notizia

Ha vinto la destra: reazione degli italiani alla notizia

05. giugno 2009

Franceschini, Pd e la solita solfa

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Siamo agli sgoccioli di una campagna politica della quale sinceramente ho capito poco o nulla. Di tutto infatti mi rimangono in testa solo chiacchere da cronaca rosa e processi vari. Di tutte le conferenze stampa e di tutti i servizi giornalistici ho in mente solo pochi sprazzi. Franceschini che nelle conferenze di chiusura afferma che l’avversario è Berlusconi??? Se permette Franceschini l’avversario di tutti al momento dovrebbe essere la crisi, la disoccupazione, il deficit, la Corea del Nord, l’Iran il terrorismo e quanti altri argomenti vuole pescare nel capiente paniere dei problemi contingenti. I suoi predecessori hanno passato tutto il loro tempo facendo dell’antiberlusconismo ad oltranza il loro cavallo di battaglia e hanno affondato quella che una volta era la sinistra (leggi qui). A conferma di quello che scrissi in quel post è un episodio al quale ho assistito personalmente pochi giorni fa. Da una macchina di passaggio vicino a un gazebo del PDL si è affacciato uno dei ragazzotti a bordo per urlare ‘Berlusconi ladro’ e poi scappare. Ovvio che con l’esempio dato dai rappresentanti della sinistra altro non ci si potrebbe aspettare.  Inspiegabilmente ogni volta che gli italiani sono chiamati a votare saltano fuori processi, accuse e iscrizioni nei registri degli indagati a carico di Berlusconi. Insomma, girando girando, mi sono sinceramente rotto le balle di sentire parlare di Berlusconi. Possibile che la sinistra non abbia in mente altro, non sappia parlare di altro e sia costantemente ossessionata dal personaggio? Ma è mai possibile che da Prodi in poi non sia mai passato nessuno dei rappresentanti della sinistra che abbia avuto il coraggio di dire: “di quello che fa il Presidente del Consiglio non ce ne frega una cippa, in questo momento ci sono problemi ben più gravi per il nostro paese e la nostra proposta per questo o quel problema è questo o quello”? Lasciamo poi perdere Di Pietro che come già detto (qui) probabilmente ha appeso alla porta un centro per freccette con la foto di Berlusconi. Non parliamo poi dei Radicali che quando vogliono fare i capricci si mettono a dieta. Insomma, la solita solfa e  personalmente di chi si tromba Berlusconi non me ne frega niente, l’importante e che faccia bene quello per cui è stato votato, cerchi almeno di farlo bene o comunque tra una trombata e l’altra pensi anche all’Italia. Sinceramente certe volte in campagna elettorale Franceschini stesso mi è sembrato in affanno. Prima si attacca al discorso Noemi, poi salta all’utilizzo dell’aereo di stato per i comodi del presidente, poi si riattacca all’abolizione del bollo auto (in campagna elettorale Berlusconi non l’aveva dato per certo ma per probabile se le condizioni lo permettevano. Con la crisi in atto mi sembra le condizioni manchino), poi salta al conflitto d’interessi. Insomma, forse sarebbe l’ora che la sinistra la finisse di cavalcare l’onda attaccando il personaggio e iniziasse a dimostrare di avere una spina dorsale propria, in grado di decidere autonomamente, imporsi un’identità e proporre soluzioni e laternative concrete. In effetti qualcosa che assomiglia a un programma/proposta, da parte di Franceschini mi è rimasta: “togliamo ai ricchi per dare ai poveri“. Ok, potrebbe essere un’ipotesi, peccato che finora, ogniqualvolta la sinistra è andata al potere ha tolto a tutti per non dare a nessuno. Spiegatemi quindi in dettaglio cosa intendete dire. Chi sono i ricchi? chi sono i poveri? Dimostrate che quelllo che togliete basta per quelli a cui volete dare. Insomma, dati, cifre, dettagli. Non distraetevi per controllare chi si tromba Berlusconi, al massimo trovatevi qualcuno anche voi per rilassarvi un po’ e pensare meglio ;-) Per l’amor del cielo, non escludo a priori, visti i ritorni positivi, che la tempesta mediatica contro Berlusconi sia condotta ad arte dalla stessa destra. A questo punto sinceramente getterei la spugna perchè non avrei più certezza di nulla. Vero è che a smentire parzialmente la cosa vi sono le affermazioni pubbliche di Franceschini che confermerebbero le tesi poi riportate dalla stampa. Insomma, nel generale marasma spiace ancora una volta constatare come in Italia si passi più il tempo a farsi le pulci, attaccarsi ad oltranza e difendersi piuttosto che pensare al Paese, agli Italiani e alla soluzione dei problemi contingenti. Ammiro sempre di più (ahimè) l’America, dove lo sconfitto alle elezioni ha dichiarato che si sarebbe messo al servizio di quello che ora era il suo presidente e dove, il vincitore ha inserito nel proprio staff il suo principale avversario politico (Hillary Clinton). E’ un po’ come se dopo le elezioni Italiane Prodi avesse dichiarato di mettersi a disposizione di Berlusconi e quest’ultimo avesse inserito nell’organico del proprio governo la Santanchè :-O Purtroppo la politica italiana continua a non piacermi. A votare ci andrò per dovere ma in queste condizioni non lo sento un mio diritto. Non mi resta che concludere con la frase ormai resa celebre dai Cesaroni….‘Che amarezza’.

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