05. gennaio 2010

Influenza H1N1:la grande presa per il culo

tie

Avevo iniziato a nutrire alcuni dubbi a Maggio 2009, quindi in tempi non sospetti, affidandoli a un post dal titolo ‘Il Ministero della paura‘ (qui). Con il passare del tempo i dubbi si sono trasformati in sospetto e poi quasi in certezza e anche qui ho espresso chiaramente quanto ne pensavo in un altro post dal titolo ‘Nuova influenza suina, h1n1, aviaria e sars: a chi giova la pandemia?‘ (qui). Alla fine il quadro si è delineato chiaramente e in molti hanno iniziato a gridare allo scandalo denunciando quella che si stava rivelando una truffa dalle dimensioni colossali e ho riassunto in un recente post dal titolo ‘La stampa prezzolata prosegue nella campagna terroristica sulla nuova influenza H1N1′ (qui).

Poteva mai il nostro paese distringuersi ed esimersi una volta tanto dal buttarsi a capofitto nello sfacelo? Attenzione, ipotizzando che tutto lo spettacolo sia stato orchestrato ad arte dalle case farmaceutiche produttrici del vaccino, bisognerebbe riformulare la domanda e cioè: potevano esimersi i nostri politici e la nostra stampa dal partecipare al lauto banchetto? Del resto, rifiutare l’invito a ‘mangiare’ sarebbe stato scortese. Quello che avrei voluto raccontare oggi in conclusione della vicenda l’ho trovato già chiaramente espresso in un altro blog (qui) a cura di Oliviero Beha e dal titolo quanto mai esplicativo ‘Vaccini sull’influenza A: dal sospetto alla vergogna‘.

Insomma, una campagna mediatica senza precedenti e a questo punto ovviamente orchestrata a dovere’ ha seminato il panico a livello mondiale. In pratica è stata questa la vera pandemia, Kompletten Beitrag lesen …

21. luglio 2009

Nuova influenza suina, h1n1, aviaria e sars: a chi giova la pandemia?

rischio-biologico

 

Un’altra chicca dedicata alla categoria ‘ai confini della realtà’. Visto che gli omini in nero non sono passati dopo il post dedicato ai giochi a premi alzo la posta e miro agli interessi degli imperi farmaceutici. In prima battuta infatti la risposta più sensata alla domanda che pongo nel titolo potrebbe essere: alle multinazionali farmaceutiche.

Personalmente dubito che al ricco banchetto non partecipino comunque altri commensali. Gli interessi in gioco sono troppo alti, così come le cifre economiche. Comunque sia, negli ultimi anni improvvisamente si assiste a un susseguirsi di allarmi ed emergenze sanitarie. Prima era stata la mucca pazza, poi la sars, poi l’aviaria, poi l’influenza suina. Purtroppo ormai sembra che ogni anno, insieme al killer seriale dell’estate, all’allerta meteo e alle criticità legate all’esodo, debba per forza far capolino il probabile virus dell’apocalisse.

Ripeto, prima di continuare nel discorso ricordiamoci quanti quattrini ruotano intorno ai vaccini e ai farmaci anti virali così come, notizie legate a particolari prodotti di consumo (mucca pazza, aviaria e ‘influenza suina) possono influire pesantemente su un determinato settore di mercato. A proposito, per l’anno prossimo mi aspetto la comunicazione di qualche terribile morbo veicolato dai cefali (mancano solo loro all’appello).

Comunque, per focalizzare meglio di cosa stiamo parlando riprendiamo un comunicato Ansa del 23/06/09 dove si dichiara: ” Aggiornati a questa mattina, sono 52.160 i casi di nuova influenza (A-H1N1) nel mondo, con 231 morti. Lo ha detto Vincenzo Nicosia, presidente della Societa’ Italiana della Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (SIMVIM), …. Nel mondo ogni anno, in assenza di pandemie, la malattia (ndr  l’influenza comune) uccide (indirettamente, perche’ in realta’ a uccidere sono le complicanze, come la polmonite) da 250 mila a 300 mila persone. … La nuova influenza sta pero’ dimostrando una mortalita’ molto minore rispetto a quella solita: ‘pari a circa 500 morti per 100 mila malati’ - secondo i calcoli di Nicosia - ‘contro i circa 1000 morti per 100 mila dell’ influenza stagionale annuale’ ”.

Insomma, ogni anno viviamo effettivamente una pandemia che si chiama influenza, che contagia milioni di persone, che se ne frega dei confini e che causa la morte di almeno qualche centinaio di migliaia di individui. Questa pandemia però non suscita tanto clamore quanto la nuova influenza suina o l’aviaria. Personalmente ritengo che ciò sia dovuto al fatto che invitare la gente a vaccinarsai dall’influenza perchè altrimenti si ammala, sta a casa dal lavoro e contribuisce a diminuire il PIL sia ormai meno convincente rispetto a dirle che rischia la pelle.

La gente ormai sottovaluta la comune influenza e la considera alla stregua di un semplice raffreddore. Ecco quindi che l’invito a vaccinarsi non riscuote più il successo sperato. Anzi, in alcuni casi la gente non vuole vaccinarsi perchè se si prende l’influenza sta qualche giorno a casa dal lavoro. Secondo me serve quindi qualche motivazione più convincente per vendere farmaci e vaccini ed ecco comparire l’influenza ‘cattiva’.
Da anni si stanno spendendo soldi e chiacchere sui piani internazionali congiunti per prepararsi a contrastare una possibile pandemia. Conferenze, incontri, studi, analisi, enti, unità di crisi, chiacchere, chiacchere, soldi e soldi.

Alla prova dei fatti l’intera organizzazione è poi crollata miseramente. Partiamo dal gran casino delle frontiere messicane. I primi casi sospetti si sono infatti verificati in Messico e grazie al cielo l’individuazione di una possibile nuova infezione sembrerebbe essere stata tempestiva. Da quel momento si è poi scatenata una confusione incredibile. Prima sulla convenienza o meno di chiudere le frontiere, poi il panico seminato dai media a caccia dell’audience infine i balletti delle cifre e l’indecisione di tanti e troppi protagonisti. Anche oggi continua il patetico balletto delle cifre, con l’unico risultato di confondere e allarmare la gente. Non parliamo poi di episodi folkloristici come i party inglesi per contrarre il contagio e immunizzarsi che la stampa seria (anzi la stampa in generale) avrebbe dovuto assolutamente ignorare.

Insomma, la nuova influenza fa paura perchè essendo comparsa sul finale del normale periodo favorevole a queste patologie, dispone di almeno un anno per poter mutare. Inoltre sembra esistere il rischio che possa combinarsi con il virus dell’influenza ‘classica’ creando nuovamente una pericolosa chimera. Infine il comportamento di questa nuova influenza spaventa perchè ricorda quanto avvenuto con la gravissima pandemia di Spagnola che fece registrare milioni di morti. Anche la Spagnola infatti era comparsa prima in forma leggera per poi ripresentarsi nel periodo favorevole con maggiore virulenza e potenza. Vero è che il periodo della Spagnola era particolare, coincidendo infatti con un gran movimento di reduci e con la popolazione che usciva fisicamente stremata da una guerra devastante.

Attualmente, la nuova influenza ha tante possibilità di mutare quante ne ha la forma ‘classica’. Quante volte infatti i famosi vaccini autunnali si sono dimostrati inefficaci perchè il ceppo originario di virus sul quale era stato calibrato il vaccino è mutato prima della diffusione? Insomma, per come la vedo con la possibilità di avere in giro due possibili forme influenzali e con il panico che si sta generando grazie alla stampa ‘disinformata’ e alla disinformazione guidata, i colossi farmaceutici si staranno fregando le mani, pensando al doppio guadagno proveniente dalla distribuzione dei vaccini e all’assalto ai farmaci antivirali che presumibilmente si scatenerà il prossimo autunno.

Intanto ogni paese sembra muoversi per conto proprio e ognuno in direzioni differenti. Fanno ad esempio sorridere iniziative come quelle della Gran Bretagna dove  vengono istituiti controlli agli aereoporti per chi starnutisce o ha la febbre. Li voglio vedere questo inverno dove la nuova influenza potrebbe accompagnarsi a quella classica e all’immancabile raffreddore. Cosa faranno? Bloccheranno tutti perchè non si può escludere a priori cosa si sono beccati? Nel frattempo in Italia prima accennano a posticipare l’apertura delle scuole, poi si sdrammatizza ma con cautela. Insomma un gran casino e visto che in tutto questo bailamme non si riesce più a distinguere dove sia la verità e quale effettivamente la portata dell’allarme la gente inizia a rispolverare l’ipotesi del complotto e del virus sperimentale sfuggito (o diffuso ad hoc) da qualche laboratorio. Questo almeno sento di poterlo escludere categoricamente. Perchè? Perchè la volta che riusciranno a trovare il virus giusto saranno abbastanza fessi da farselo veramente scappare e a quel punto non ci sarà più bisogno di preoccuparsi. L’essere umano e la sua ingombrante presenza se ne saranno infatti già andati da tempo … in uno starnuto.

Sarebbe comunque ora di iniziare a ignorare i vari proclami e le danze delle cifre. Tanto da qui a questo inverno non passerà giorno dove non si parlerà della nuova influenza. Per tutte le redazioni si tratta ormai di un argomento irrinunciabile ed il ‘must’ è che bene o male almeno un trafiletto ogni tanto venga pubblicato. L’argomento è di moda e fa audience. Chi normalmente si vaccinava potrà continuare a farlo, i soggetti a rischio dovrebbero farlo mentre gli altri potrebbero continuare a campare come hanno sempre fatto. Personalmente, visto che finalmente l’estate è arrivata, piuttosto che perdere tempo per seguire gli esercizi di fantasia dedicati dalla stampa alla nuova influenza, preferisco seguire il gossip sul topless della Marcuzzi.

06. luglio 2009

Giochi a premi: io qualche dubbio ce l’ho

dea-bendata

Dopo un lungo periodo di inattività, ho deciso con questo post di inaugurare la nuova categoria ‘ai confini della realtà’.
Apparterranno a questa nuova categoria tutti quegli interventi che tratteranno di argomenti piuttosto dubbi, di cui non mi capacito pienamente e per i quali chiedo il parere di quanti volontariamente o casualmente transiteranno da queste parti. Effettivamente, alcuni argomenti di cui vorrei trattare sono da intervento da parte di ‘omini in nero’, per cui se dopo uno di questi post non avrete più mie notizie, probabilmente avevo ragione :-D
Comunque bando alle ciancie e parliamo di giochi a premi. Ora il dubbio che nutro è del tipo: ‘chi controlla i controllori?’
su alcuni giochi piuttosto folkloristici e sotto gli occhi di tutti (v. lotto) la composizione della combinazione vincente appare abbastanza regolare. E’ vero che nel corso degli anni qualche magagna c’è scappata, come nel caso delle sfere a diversa temperatura per guidare l’estrazione, ma in generale hanno suscitato scalpore proprio grazie alla rarità di fenomeni analoghi.
La mia angoscia si concentra su tutti quei giochi la cui combinazione vincente viene affidata ad algoritmi automatici.
Guarda caso sono quelli che raggiungono i montepremi più interessanti. Ora partiamo dall’inizio e cioè dalla singola giocata. Se è vero quello che ho letto in rete, considerando ad esempio il Superenalotto, il quale  fra tutti i giochi pubblici, è quello su cui lo Stato guadagna di più: su 100 euro incassati ne riversa infatti 49,5 allo Stato.
Tolto il prelievo statale, il restante 50,5% viene così distribuito: 38,1% al montepremi, 8% al punto vendita, 4,4% a Sisal.
Naturalmente, più il montepremi si alza raggiungendo cifre da record (soprattutto in periodo di pseudocrisi - guarda un po’) più aumentano le giocate e di conseguenza i guadagni di chi gestisce il business.
In periodo di crisi e dopo una prima esperienza di montepremi record ecco che con l’adozione di sistemi automatici si verifica nuovamente una possibilità più unica che rara ed aumentano le giocate.
Passiamo ora alla vincita. Notoriamente si da per scontato che l’eventuale vincitore se ne stia zitto :-D Mai successo infatti che il fortunato ed improvviso multimiliardario (a meno che non si tratti di Fracchia) vada in giro a sbandierare ai quattro venti il nuovo status sociale. Tutti i terminali dei giochi a premi sono collegati tra loro e gestiti a livello remoto (sia per quanto riguarda gli aggiornamenti software, sia per la trasmissione dati delle giocate) dall’ente gestore del gioco. Ora mi e vi chiedo, potrebbe essere possibile giunto il momento giusto (leggi montepremi superpasciuto e calo delle giocate) creare un codice fasullo da assegnare a una fantomatica scheda mai giocata e incassare così, senza colpo ferire, l’intero montepremi??? Mi spiego meglio. Prendiamo il gioco a premi X il cui montepremi ha raggiunto cifre cospicue e che non risulta conveniente protrarre ulteriormente a rischio che qualcuno effettivamente azzecchi la combinazione vincente. Dall’ultima tornata non risulterebbe alcun vincitore. A questo punto, il sistema potrebbe generare il codice di una giocata mai effettuata e inviarlo a uno dei terminali gestiti. Ovviamente, la giocata risulterebbe regolarmente così come la vincita, ma in realtà nessuno l’ha mai effettuata e quindi nessuno incasserebbe la vincita :-D Ovviamente, nessuno si stupirebbe del fatto che come al solito il vincitore non si faccia vivo.
Ora, il calcolo è spannometrico perchè se non sbaglio, parte del montepremi in alcuni giochi a premi viene reinvestito in quello successivo, comunque così per giocare con i numeri e restando per forza di cose tra i protagonisti interessati, se l’artefice del gioco di prestigio fosse lo Stato, alla fine totalizzerebbe 49,5 + 38,1 = 87,6% mentre se fosse la Sisal totalizzerebbe 4,4 + 38,1 = 42,5% del giocato.
Naturalmente, lasciandosi catturare nel vortice della paranoia, lo scenario potrebbe essere complicato a piacere, includendo la possibilità che fino a quando ritenuto opportuno, la combinazione vincente generata non coincida con nessuna di quelle giocate e, nel momento in cui i tempi vengano ritenuti maturi, potrebbe essere applicato il meccanismo precedentemente descritto. Teniamo conto che in alcuni casi si parla di cifre stratosferiche in grado di sanare un’intera finanziaria e dopo tutto, si tratta di una tassa volontaria in quanto nessuno vi obbliga a giocarvi l’intera pensione. Non so voi ma paranoicamente qualche dubbio ce l’ho :-O