28. marzo 2010

Riflessioni di un indeciso

E’ un casino. Questa l’unica e granitica certezza del momento. Tutto e tutti sembrano navi in un mare in tempesta e in questo inseguire la salvezza individuale, nessuno si propone come punto di riferimento. La stessa Chiesa è sballottata dalle ondate di apparente omertà con i casi di pedofilia coperte addirittura da quello che ancora Papa non era e con il caso Clapis. La destra è investita da folate di superficialità e vittimismo con pasticci di liste non consegnate e farneticazioni profetiche del proprio leader. La sinistra si sta ancora cercando e tanto per presenziare sacrifica il Penati di turno.

In tutto questo casino di tempesta completiamo lo scenario con gli strali lanciati a casaccio dai vari Di Pietro, Pannella/Bonino, Bossi e Grillo. Ma come diavolo fa un povero cittadino, con tutti i casini che già ha per conto suo in un momento di altrettanta crisi economica, a capire a chi conviene affidarsi? Fino alle scorse elezioni, complice anche una trascorsa esperienza come lavoratore autonomo avevo imparato ad apprezzare la PDL come forza politica con voglia di fare e in grado di aver compreso che la forza motrice dell’economia italiana sono le aziende.

 Non giriamoci intorno, se gli imprenditori possono lavorare danno lavoro e l’intero meccanismo gira. Già dalla prima esperienza a capo del Governo, Berlusconi aveva semplificato notevolmente la gestione contabile e fiscale di chi iniziava un’attività in proprio ed effettiavmente aveva dato seguito a progetti concreti.Passiamo anche certe guasconate e certe superficialità che tutto sommato, in una politica nuova e diversa possono anche starci per alleggerire quella storica tendenza alla barbosa e grigia riflessione e rigore. Se alla fine i risultati li porti a casa puoi anche permetterti la battuta. In ogni caso non contava il solo premier ma anche chi aveva intorno. A frenare gli eccessi, gli slanci istrionici e le intermperanze berlusconiane c’è sempre stato il ‘mitigatore’ Fini. Purtroppo alla fine tutto è stato mischiato nel calderone PDL e anche Fini, è stato amalgamato nell’impasto, finendo a sua volta ‘mitigato’. In tutto questo ultimamente noto un po’ di confusione generale e lo stesso Fini, che utilizzavo come ago indicatore di come le cose stavano andando, negli ultimi tempi segna rosso costante.

Lasciamo poi perdere le bramosie di sorpasso fin troppo manifesta da parte della Lega Nord che se dovessero avverarsi non lasciano presagire nulla di buono per la stabilità dell’alleanza. Succo di quanto detto fino ad ora? Sento il Centrodestra diverso e lontano da quello che conoscevo e di cui mi fidavo.Troppe sparate, troppa imprecisione, troppa approssimazione, troppo vittimisto e nello stesso tempo troppa esaltazione e fanatismo. Questo mi ha confuso un po’.

Guardiamoci quindi intorno. Per indole e carattere, parlando proprio di fanatismo mi sento lontano anche da partiti come la Lega Nord, i Radicali, l’IDV e i movimenti a 5 Stelle. Sono tutti movimenti legati a istrioni e (tranne i Radicali) a politici ‘per caso’. Movimenti o partiti zavorrati a personaggi carismatico/esaltati senza i quali credo tornerebbero nell’anonimato. Un Comico che si reinventa politico e che ha finito per prendersi troppo sul serio (cazzate ne ha fatte anche lui), un magistrato che ce l’ha con tutti e che arriva quasi a dare del mafioso al Capo dello Stato (fulgido esempio del rispetto delle istituzioni), abortisti perennemente a digiuno che non sono ne scelti ne sciolti. Insomma, gli estremismi e i fanatismi non mi piacciono. E’ vero, alcune proposte e idee di questi nuovi partiti sono buone, così come alcuni degli esponenti, ma mi spiace, non vedo grande differenza tra il fanatismo divino dell’attuale premier e l’esaltazione mistica da prescelti dei vari Grillo, Bonino, Pannella e Di Pietro.

La Lega? Si, forse tra tutti è la meno peggio. Oltre a Bossi vi sono comunque personaggi che hanno dimostrato carisma e idee chiare, in grado di sostituirlo in caso di necessità o per sopraggiunta senescenza. Ad esempio, può non piacere a tutti, ma il fatto che Calderoli abbia ‘bruciato’ 75.000 leggi inutili secondo me è un buon risultato. A Paderno Dugnano se c’è qualcuno che in giunta sa il fatto suo e tutto sommato, ha dimostrato di muoversi meglio di altri, sono leghisti (meglio si muove Tagliabue rispetto a Bogani). Vabbè, la Lega per il momento teniamola in sospeso anche se…anche se alcune esasperazioni e insofferenze estremizzate verso l’immigrazione, i bambini a pane e acqua perchè i genitori non pagano la mensa e altri episodi analoghi, sono la dimostrazione che andando a pungolare il lato oscuro che alberga in noi, alcuni esponenti interpretano a proprio (e secondo me errato) modo le linee guida espresse dai vertici.

Vabbè, passiamo dall’altra parte e vediamo cosa c’è? Appunto, cosa c’è? Un partito/movimento/miscuglio/accrocchio che deve ancora decidere che forma darsi e da che parte andare. Mille anime tormentate chiuse in un’unica scatola che cercano ognuna di tenere la direzione che avevano intrapreso prima di unirsi. Vabbè, chiamiamolo partito. Quando però su un partito come il PD iniziano a spendersi battute sul fatto che non dispongano di un’identità chiara, di una leadership, di un programma condiviso, di un’anima di una forma, ebbene, forse in questo momento non rappresenta il candidato ideale per guidare alcunchè. Non è assolutamente detto che sommando diversi partiti si sommino anche le relative storie, ideali, identità e filosofie.

Bersani non mi spiace. Tra tutti quelli passati fino ad ora mi sembra quello con le idee un po’ più chiare, con una linea di condotta che non faccia dell’antiberlusconismo l’unica ragione d’essere e che disponga della classe e della perizia politica necessarie a un vero leader. Ma fino ad ora, quanti ne sono passati? Il Pd ha cambiato in continuazione i propri leader. Continua a incassare dai propri sostenitori con queste benedette primarie. Ormai con tutte quelle che ci sono state dovremmo chiamarle centenarie. E poi, del Pd o della sinistra in generale ancora alcune ma vivide immagini mi sono in mente. La  prima è stata il furto della famosa tassa europea per entrare nell’euro. Un gran casino con le mani messe in saccoccia agli italiani in modo non del tutto limpido e chiaro.

Chissà perchè ho imparato ad associare Prodi a personali e consistenti, oltre che inconsapevoli, perdite pecuniarie. La seconda cosa che mi torna in mente è stata la consegna di un avviso di garanzia a Berlusconi in occasione di un incontro internazionale sulla corruzione o riciclaggio. A ecco, trovato: “Mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi coordina a Napoli la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata, gli viene recapitato un avviso di garanzia dalla Procura di Milano che lo informa di essere oggetto di indagini per concorso in corruzione.”

 Adesso va bene tutto, ma a certe coincidenze non ci credo. Ipotizziamo una situazione ai confini della realtà come qualcosa organizzato dalla stessa destra per dar credito ai complotti della magistratura al servizio della sinistra. Allora di questo passo ci sta anche credere alle fesserie che vedono il lancio della statua del Duomo come un falso ad hoc per aumentare il gradimento di Berlusconi. Allora finiamo l’esercizio di fantasia e arriviamo a credere a Peter Pan, Campanellino, agli alieni tra di noi e a Cicciolina vergine. No, qui mi spiace e mi è spiaciuto, tutto sommato si è trattato della dimostrazione che la magistratura imparziale non è e che pur di danneggiare un avversario politico si arriva tranquillamente a sputtanare un paese che invece si dovrebbe rappresentare e tutelare.

Non si trattava ancora del PD, ma quella parte è ora comunque nel PD e ne rappresenta forse la maggioranza. No, voglio vedere un partito/coalizione vero, convinto, unito e con le idee chiare. Chissà perchè sono convinto che se in questo momento per magia dovesse sparire il PDL, lo stesso PD non saprebbe più cosa fare. Da troppo tempo sta basando tutto, sforzi, idee, proclami e programmi sull’annientamento/neutralizzazione dell’uomo berlusconi. Basta.Si sta sconfinando nel morboso. Ripeto, se all’improvviso dovesse sparire il bersaglio Berlusconi, la prima cosa che farebbe il PD è quello di sciogliersi perchè non avrebbe più motivo d’essere. Cambiamo un po’ la strategia, troviamo una strada, impariamo a camminare da soli. Boh. Così come è il PD mi sembra ancora immaturo. Ribadisco, Bersani puà essere la cura, ma è ancora presto per dirlo.

Chi rimane ora? Il Centro? Chi c’è? Ah si, c’è Casini. Anche qui tutto sommato l’uomo non mi dispiace. Per come alla fine mi sento, tolti gli estremi resta il centro. Anche qui ci sono cose che non digerisco del tutto. La prima? Lo scudo crociato. Anche qui mi tornano in mente ricordi d’infanzia e nonostante la giovane età e il fatto che non mi interessasse la politica, ricordo la sofferenza di sentir sempre parlare di DC e di vedere scudi crociati. Crescendo la vissi come una oppressione, na sorta di snervante quotidianità. La seconda cosa che non mi convince è l’aver accettato mascellone Rutelli, il quale peggio di un camaleonte le ha passate tutte, un Ciriaco De Mita e un Buttiglione. Non so, mi da l’idea che accettando personaggi come Rutelli, De Mita e Buttiglione la Costituente di Centro di Pierferdinando Casini si proponga come il raccoglitore della ’spazzatura indifferenziata’. Sa di vecchio. Tutto sommato però è quello che ogni volta vi sia stata necessità di prendere posizione su qualche avvenimento di rilevanza ha dimostrato l’equilibrio e la pacatezza che gradisco. Teniamo in sospeso anche Casini.

Rimane qualcosa? Mah, forse gli estremi degli estremi oppure l’astensione. Su quest’ultima ho parecchie riserve, non tanto sul discorso del dovere in quanto nel momento esatto in cui i primi ad avere dei doveri nei miei confronti non li mantengono, non vedo perchè i problemi devo farmeli io. Il discorso è più sul diritto di votare per conquistare il quale in molti hanno lottato e sofferto e, per avere il quale, in alcuni paesi darebbero l’anima. Purtroppo ho idea che quest’ultima rappresenterà la scelta di moltissimi elettori perchè vedo e sento che la gente è stufa e disincantata dalla politica attuale.

Prendiamo l’esempio di Paderno dove alla fine quelli che devono muoversi e indicare la strada da percorrere sono gli stessi cittadini. Ma che politica nazionale/locale è quella dove la principale occupazione è litigare, farsi le pulci, accusarsi reciprocamente e recriminare? La geste si stufa. Non siamo tutti con l’anello al naso e la sveglia al collo. Sono tempi difficili, la gente è stanca e ragiona. E’ forse tempo che se c’è qualcuno con le idee chiare e le capacità si mostri, convinca e soprattutto indichi la via. Per il momento resto con una gran confusione e con i piccoli e deboli appigli che ho individuato e che nel discorso precedente ho evidenziato. C’è qualcuno in grado di darmi altre motivazioni o prove oltre a quelle già espresse del perchè gli debba dare il mio voto?

27. gennaio 2010

Giornata della memoria. DIMENTICARE MAI!

auschwitz

05. gennaio 2010

Influenza H1N1:la grande presa per il culo

tie

Avevo iniziato a nutrire alcuni dubbi a Maggio 2009, quindi in tempi non sospetti, affidandoli a un post dal titolo ‘Il Ministero della paura‘ (qui). Con il passare del tempo i dubbi si sono trasformati in sospetto e poi quasi in certezza e anche qui ho espresso chiaramente quanto ne pensavo in un altro post dal titolo ‘Nuova influenza suina, h1n1, aviaria e sars: a chi giova la pandemia?‘ (qui). Alla fine il quadro si è delineato chiaramente e in molti hanno iniziato a gridare allo scandalo denunciando quella che si stava rivelando una truffa dalle dimensioni colossali e ho riassunto in un recente post dal titolo ‘La stampa prezzolata prosegue nella campagna terroristica sulla nuova influenza H1N1′ (qui).

Poteva mai il nostro paese distringuersi ed esimersi una volta tanto dal buttarsi a capofitto nello sfacelo? Attenzione, ipotizzando che tutto lo spettacolo sia stato orchestrato ad arte dalle case farmaceutiche produttrici del vaccino, bisognerebbe riformulare la domanda e cioè: potevano esimersi i nostri politici e la nostra stampa dal partecipare al lauto banchetto? Del resto, rifiutare l’invito a ‘mangiare’ sarebbe stato scortese. Quello che avrei voluto raccontare oggi in conclusione della vicenda l’ho trovato già chiaramente espresso in un altro blog (qui) a cura di Oliviero Beha e dal titolo quanto mai esplicativo ‘Vaccini sull’influenza A: dal sospetto alla vergogna‘.

Insomma, una campagna mediatica senza precedenti e a questo punto ovviamente orchestrata a dovere’ ha seminato il panico a livello mondiale. In pratica è stata questa la vera pandemia, Kompletten Beitrag lesen …

14. dicembre 2009

Attacco a Berlusconi, purtroppo era solo questione di tempo

MOORER BEAN

Purtroppo più volte lo stesso Presidente della Repubblica aveva chiesto di abbassare i toni del confronto politico e di tornare a un confronto pacato e costruttivo. Purtroppo altrettante volte è stato smentito. In tempi non sospetti ne avevo già parlato (qui, qui e qui) evidenziando come, nel momento in cui non si fa altro che aggredire senza ritegno e senza savoir fare l’avversario politico, si contribuisce a instaurare e gonfiare un clima di odio e intolleranza che alla fine da qualche parte deve sfogare.

Purtroppo a differenza di altri paesi in Italia, dopo qualsiasi elezione politica, invece di darsi da fare con alternative e proposte costruttive, si passa il tempo a cercare di scalzare in qualsiasi modo chi è stato democraticamente eletto. L’Italia è il paese dell’eterna campagna elettorale.Invece di lavorare producendo proposte valide e alternative a quelle che non si condividono dell’attuale forza al governo si passa agli attacchi personali. Un po’ come i bambini che quando non hanno più argomenti per controbattere per sfogare le frustrazione passano alle mani.

Ma è mai possibile che in questo cribbio di paese si perda solo tempo ad accusarsi e attaccarsi a vicenda??? Scusate ma da semplice italiano preferirei conoscere le eventuali proposte alternative su come risolvere i problemi contingenti del paese. Mi sembra paradossale che una fazione politica chieda per esempio al premier in carica di andare a riferire in parlamento riguardo a chi si sia trombato e se abbia pagato. Ma è mai possibile che appena finito il casino sul processo Mills è iniziato quello su Noemi Letizia, finito quello è partito quello sui voli di stato, dimostratosi una fesseria anche questo adesso c’è il giro di mignotte, poi le bombe, poi le stragi, poi la mafia, poi il gruppo che vuole eliminare il premier su facebook, poi il no B Day.

Ma l’attuale opposizione è letteralmente ossessionata dalla figura del premier? Sicuramente, Kompletten Beitrag lesen …

28. novembre 2009

A chi fa paura il Blog cattivo?

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La risposta è quanto mai semplice e immediata: a chi non può controllarlo. Purtroppo la stampa libera da fastidio a chi imposta la propria strategia politica sull’apparire, il coordinare le notizie in base ai propri fini, controllare l’informazione in modo che possa solo valorizzarne l’immagine e l’operato, filtrare le informazioni in modo che dipingano esattamente il paesaggio che ha in mente. I Blog, da questi personaggi vengono considerati delle schegge impazzite, delle spine nel fianco, degli eventi incontrollabili e per tale motivo mal sopportati.

Questo disagio viene maggiormente amplificato per le piccole realtà politiche , dove il nuovo mezzo di comunicazione è in grado di raggiungere immediatamente un gran numero di lettori.
In queste realtà, cifre ridicole in altri contesti, possono fare la differenza e raggiungere in copertura percentuali significative del possibile elettorato. I Blog non escono con cadenze programmate e spesso anticipano in modo totalmente libero e autonomo i comunicati ufficiali inviati alla stampa cartacea. Ovviamente queste anticipazioni possono discostarsi significativamente dalla  descrizione della realtà che si vuole veicolare attraverso i comunicati ufficiali, perchè il blogger la realtà l’ha davanti agli occhi e deve solo descriverla.

I Blog sono fatti da cittadini, tra i cittadini per i cittadini. Il blogger Kompletten Beitrag lesen …

12. novembre 2009

H1N1 … E non dite che non ve lo avevo detto

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Fortuna che avevo iniziato a parlarne in tempi non sospetti (qui, qui, qui e qui). Ora, medicalmente parlando, il bubbone è scoppiato e la solita stampa che prima ha contribuito in modo incondizionato a seminare il panico, inizia a porsi delle legittime (e finalmente sensate) domande. Siamo all’inversione di rotta. Proprio ora su La7 il programma Exit sta approfondendo nè più nè meno quello che una delle rubriche di Tiscali (precedentemente uno tra i siti più attivi nel seminare panico e notizie qualitativamente discutibili) ha approfondito recentemente (qui) e che il Codacons ha denunciato (qui).

L’inversione di tendenza era ipotizzabile nel momento in cui sono iniziati ad emergere i dati di quanti effettivamente erano ricorsi alla vaccinazione. Inoltre, altro segnale dell’imminente tracollo More...l’errata previsione sulle tempistiche in cui la famosa pandemia avrebbe dovuto presentarsi alle nostre porte. Era attesa per dicembre ed invece è arrivata prima dei vaccini (Fazio era addirittura arrivato a indicare la data del 18 dicembre come inizio del picco di contagiati. Meglio di Nostradamus).

Data l’elevata virulenza, la maggior parte dei possibili utilizzatori dei vaccini in arrivo se l’era invece già fatta tranquillamente immunizzandosi in modo naturale. In un estremo tentativo dettato dal panico di trovarsi in ’saccoccia’ milioni di dosi di vaccino negli ultimi tempi mi ero imbattuto anche in farneticanti appelli che affermavano la necessità di vaccinarsi anche se si era già fatta l’influenza in quanto poteva accadere che come nel caso della spagnola, la malattia potesse ripresentarsi in forma molto più violenta dopo una prima apparizione più blanda. Un’altra farneticante dichiarazione asseriva invece la necessità di vaccinarsi per fronteggiare una possibile mutazione del virus.

Insomma, affermazioni che sembravano dettate dal panico di trovarsi ’sul gobbo’ milioni di dosi di vaccino inutilizzate. Non solo a questo punto la maggior parte dei vaccini risulta inutile, ma a quanto denunciato dal Codacons potrebbero anche risultare pericolosi. Inoltre, sembra che con un autogol d’autore, la dichiarazione di stato d’emergenza a seguito di una situazione di pandemia, abbia consentito di stipulare con le case farmaceutiche fornitrici del vaccino, un contratto ‘anomalo’, fuori dai consueti standard e con clausole capestro.

Insomma, da questa vicenda le case farmaceutiche ci hanno guadagnato doppio e senza rischi (vaccino per H1N1 e per la normale stagionale, senza contare gli antivirali). Ci hanno guadagnato doppio anche i giornali e i media in generale che prima hanno venduto grazie agli articoli pro panico e ora ci guadagneranno con quelli di smentita e accusa. Ci hanno guadagnato e guadagnano tutti i produttori di prodotti ‘preventivi’ come per esempio le mascherine, guanti e disinfettanti vari. Ci ha invece fatto la figura barbina il nostro (e altri) Ministeri della salute e come al solito siamo stati turlupinati noi contribuenti. Per ricorrere a frasi fatte è stato tutto un ‘magna magna’ e ‘noi…paghiamo’.

Si, ma quanto paghiamo? In questo post (qui) si dichiara che una dose di vaccino in Germania costa 14 Euro. Visto che noi di solito ci distinguiamo per giocare sempre al rialzo dei prezzi potremmo ipotizzare che in Italia paghiamo di più. Restiamo comunque aderenti ai 14 Euro. Quante dosi ha dichiarato di aver ordinato Fazio? Due milioni? Teniamo buona anche questa cifra. Verrebbe fuori un totale stratosferico di 28.000.000 Euro.

Con tutte le industrie in difficoltà, con ex lavoratori in cassa integrazione che si sono trovati senza lavoro e senza casa e con tutte le emergenze che abbiamo era proprio il caso di ’sputtanarci’28.000.000 Euro a favore delle solite multinazionali?
Non parliamo poi dell’ultima chicca: l’ennesimo e inquietante conflitto d’interessi. il Ministro della salute Maurizio Sacconi è infatti il marito di Enrica Giorgetti. Cosa c’è di strano? Mah forse il fatto che lui, dirige il Ministero della salute, che stabilisce, attraverso la AIFA (Agenzia italiana farmaci) i prezzi dei farmaci, ma anche quali farmaci ritirare dal commercio e quali no e che lei è Direttore Generale di Farmindustria, che rappresenta politicamente, diciamo, tutte le aziende farmaceutiche italiane? Che amarezza :-(

04. novembre 2009

La stampa prezzolata prosegue nella campagna terroristica sulla nuova influenza H1N1

caduceus1

Hai avuto la ‘Nuova Influenza’? La A? La suina? Cosa è un’offerta speciale? Tre al prezzo di una? Immediatamente comunque l’interlocutore ti guarda strano e impercettibilmente si discosta. Non mi capitava di vedere un simile atteggiamento da quando ho avuto la varicella.
Spiace sempre che qualcuno muoia soprattutto i bambini e ieri sera, proprio sulle due bimbe morte a causa della patologia una nota trasmissione ne ha fatto un servizio strappalacrime. Ripeto spiace. Ma poi a mente fredda ricordo quanto affermato da Fazio l’altro giorno e confutato dai dati pubblicati sui numerosi siti istituzionali. L’anno scorso la normale influenza (NORMALE?) ha fatto 8.000 vittime. Di quelle 8.000 persone non se ne conosce nome, cognome, età e faccia, come invece sta avvenendo per l’attuale influenza A.

Immagino che anche tra quegli 8.000 vi fossero molti bambini. Nessuno ne ha parlato? Si tratta forse di morti di serie B? Oppure nel caso di questa influenza si è (è stato) innescato un perverso meccanismo che ha convinto qualunque mezzo di comunicazione a diffondere notizie spesso contraddittorie e a generare panico?

L’unica cosa sulla quale concordo, avendo preso ben altre influenze è che questa effettivamente è piuttosto ‘variabile’ e molto contagiosa. C’è a chi da febbre alta, a chi solo malessere generale a chi un po’ e un po’. In genere comunque è identica a una semplice influenza. Posso quindi capire quando si insiste sulla necessità che chi opera in servizi di pubblica utilità è meglio che si vaccini, in quanto, con questa facilità di trasmissione si rischia la paralisi di servizi fondamentali. Da qui a farne un rischio d’estinzione per la razza umana, dedicarci speciali, trasmissioni monotematiche, approfondimenti e farne parlare a destra e a manca anche da chi esperto non è, informato neppure ma costretto solo a fare audience o a ’stare sul pezzo’ è solo speculazione.

Una speculazione pericolosa in quanto si rimane disorientati e non si capisce più nulla. E’ in questi casi che mi vergogno un po’ di essere giornalista, vedendo colleghi costretti a inventarsi qualcosa pur di parlare dell’argomento del momento e comprendendo che in tutto questo morboso interesse della stampa e dei media si cela qualcosa di poco pulito. A chi importa se poi la persona comune resta spiazzata e confufusa, non riuscendo più a capire se deve preoccuparsi o meno. Per questa influenza sono andati a scomodare anche Topo Gigio.

Però alla fine dichiarano sempre che si tratta di una comune influenza. Comunque sia, uno degli aspetti positivi dei blog è che a differenza della stampa comune non sono asserviti ad alcun potere e non basano il proprio operato su interessi economici ma sulla semplice passione e voglia d’informare. Per chi quindi si sentisse confuso dalla cacofonia di comunicazioni legate alla cosidetta ‘Nuova Influenza’ e voglia chiarirsi un po’ le idee sulla necessità o meno di vaccinarsi segnalo questo blog (http://www.psichesoma.com/). Parla un medico con cognizione di causa e libertà d’espressione

Per quel che mi ruguarda, non ho proprio deciso di vaccinarmi, ma a questo punto lo dovrei aver fatto nel modo ‘naturale’. Le uniche controindicazioni di questo secondo metodo di vaccinazione è la forzata permanenza su letto/divano, l’assunzione di  ininterrotte dosi di Star Trek e altre serie Tv da nostalgici e ogni tanto, il ricorso a un buon vin brulè con parecchia cannella.

23. ottobre 2009

Quanno ce vo’… ce vo’

toro

Perchè uno ce prova, te spiega, te dice….ma a un certo punto sai che c’è?…..

a quelli che “bho…non so …vediamo…. se ho tempo….magari domani….ti faccio sapere…” 
a quelli che chiede consiji e poi nn li segue,
a chi non te crede,
a chi non je sta mai bene niente
a chi non te sa valutare
a chi non te sa apprezzare
e infine a quelli/e che non te vuole

a un certo punto sai che c’è?!? MA FA’ N PO’ COME CAZZO TE PARE!!!
e già che ci stai pensa quello che cazzo te pare!!!

21. ottobre 2009

Appunti di viaggio…pensando all’Italia

scrittura

Ho ricevuto e volentieri pubblico alcune considerazioni che l’amico Ferruccio Porati ha avuto modo di sviluppare durante un recente viaggio di lavoro.  Una interessante e intensa analisi delle differenze tra il nostro paese e un altra realtà europea.

Vi mando le mie impressioni di viaggio, quando a giugno andai a Monaco per prendere un po’ di lavoro. Sono considerazioni che gravitano un po’ attorno alla Rho-Monza, un po’ attorno ai problemi del lavoro, visti in paesi diversi dal nostro e, quindi, si acuisce il rammarico per come le cose (non) funzionano in Italia, mentre basta valicare una qualsiasi frontiera alpina per respirare un clima differente…

HO VISTO COSE CHE VOI UMANI…

 

Recentemente sono tornato in Baviera, più precisamente a Monaco, per motivi di lavoro. Dieci anni fa, nell’estate del 1999, ci ho speso diversi mesi in modo continuativo. Allora bisognava lanciare il GPRS sui sistemi GSM, e noi di Siemens eravamo là, per arrivare prima di altri sul mercato e “fare l’affare”…

Allora si viaggiava Lufthansa “business class”. Oggi non più. Esattamente dieci anni dopo, nel mezzo di una crisi del settore che, ancora oggi, stento a credere come possa essere così pesante, siamo appena stati là: quattro colleghi su una macchina, in missione, per cercare di portare a casa “gocce” di lavoro, per tirare avanti “ancora un pò”. Stiamo agonizzando su un prodotto che, da un punto di vista tecnico, avrebbe da dar lavoro a tanta gente ancora per una ventina d’anni. Ma le leggi del “Mercato” e le decisioni dei “top managers” nulla hanno a che vedere con la logica della validità tecnica di un prodotto rispetto ad un altro…

Ma non è di questo che volevo parlarvi.

L’occasione del viaggio (low cost) in auto da Milano a Monaco è stata per me motivo di vedere come in un nostro paese vicino, anch’esso facente parte dell’Unione Europea, anch’esso retto alternativamente negli anni dalla SPD (l’analogo del nostro centro-sinistra) ed attualmente dalla CDU della Merkel (l’analogo del nosto centro-destra), affronti le questioni urbanistiche, viabilistiche ed ambientali in modo totalmente differente da quanto avviene da noi, in Italia.

Il viaggio “low cost” verso Monaco di Baviera inizia con l’impostazione del navigatore sul tragitto più breve (anche questo è “risparmio”). Ne esce, anziché il tradizionale Brennero, il seguente tragitto: Chiasso-San Bernardino, poi virata verso Chur e da là dritto su Lindau (che è già Germania) e poi su Monaco. Poco più di 500 Km.

Il tratto svizzero che porta a San Bernardino, estremo lembo italiofono in terra elvetica, è decisamente una tappa paesaggistica che lascia senza fiato per la bellezza e l’imponenza delle montagne, dei ghiacciai, delle cascate e delle foreste di conifere in cui questa “autostrada” si snoda. Ingegneristicamente parlando è stata fatta un’opera immane, di impatto accettabile. Imboccato il tunnel del San Bernardino, si sbuca nella Svizzera tedesca e di là si punta decisamente verso la Germania. Dopo una breve sosta in Austria per fare rifornimento (il carburante costa meno…), si riparte.

Sarà un caso, ma tutta la tratta tedesca è interessata da una serie di lavori di ampliamento, o, meglio, di trasformazione. Immediatamente comincio a ricollegare tutti i pezzi di vecchi ricordi e la mia memoria (che comincia a dare qualche segno di “ruggine”) mi fa ricordare che la prima volta che feci questo tragitto fu di ritorno dall’Oktoberfest 1995, al buio e che, allora, questa era per grandissima parte una statale ad una corsia per senso di marcia. Oggi è una vera e propria autostrada, in parte ancora da finire, a due corsie per senso di marcia e relative corsie di emergenza. Caspita!

Io, che negli ultimi sei mesi, mi sono buttato a capofitto nelle questioni maledette di questo progetto Rho-Monza, come guidato da un senso innato, faccio correre l’occhio su tutto ciò che è “barriera anti rumore”, “trincea”, “tunnel” propriamente detto, “piantumazione”, “urbanizzazione”. Sia sul tragitto autostradale, sia dentro Monaco stessa.

Procediamo per gradi.

La prima cosa che a me, italico viaggiatore dell’Hinterland milanese, salta all’occhio sull’autostrada tedesca è la quasi totale assenza di “urbanizzazione” tra una città ed un’altra, tra un paese ed un altro. Non ci sono abituato: io passo da Paderno a Cusano a Cormano a Bresso a Milano… senza soluzione di continuità. Qui è l’esatto opposto: si viaggia in autostrada in compagnia di foreste di querce e conifere, intervallate da campi coltivati. Tra un insediamento umano ed un altro non c’è nulla; anche l’illuminazione pubblica delle aree rurali è ridotta al minimo. Non si incontrano neanche le miriadi di autogrill e stazioni di servizio che incontriamo da noi; non ho visto neanche un’IKEA, né un “Semeraro”. Niente di tutto ciò. Diversamente da noi, colpisce la segnalazione “Kapellebahn”, che indica che nei pressi c’è un luogo sacro, se vuoi fermarti per una preghiera.

E’ evidente che in Germania c’è un altro rapporto col territorio: si costruisce (a piano) dove si deve costruire; fuori dalle aree deputate no. Evidentemente i Tedeschi costruiscono bene dove serve. Dico questo perché Monaco è una città cosmopolita, del tutto comparabile, per estensione, abitanti ed importanza economica, a Milano. Però a Monaco, dove trovi il cartello con la barra rossa trasversale sul nome della città (quello che dice che il Comune finisce là), iniziano davvero la campagna e la foresta…

Un’altra cosa che mi colpisce è l’utilizzo frequente delle “trincee”. Ce ne sono veramente tante: non sono, in genere, imponenti come quelle della nostra Tangenziale Nord, per intendersi. In molti casi somigliano più a dei semplici terrapieni e sono trattate fin da subito (ho visto dei lavori in diretta) per avere l’aspetto di verdi colline: appena la ruspa finisce il proprio compito, dando al ciglio della trincea la pendenza di 60 gradi circa, gli operai stendono sul crinale una tela che sembra di paglia all’interno della quale c’è la semina del prato che, in poco tempo (in questo favorito dal clima piovoso), dà all’ambiente creato un deciso colore verde.

Il tutto è immancabilmente corredato di nuove piantumazioni. Le pendici e gli orli superiori delle trincee vengono costantemente piantumati. Non ce ne sarebbe bisogno, perché, come ho detto prima, sei circondato di boschi di querce e di conifere. Ma tale è la sensibilità per ridurre gli impatti ambientali al minimo in questo paese. E i nuovi alberi non sono alti come “gli asparagi”: sono alti un paio di metri almeno. Ma, forse, qui il clima aiuta i Tedeschi più che da noi. Non so esprimere un giudizio positivo o negativo, riporto solo una differenza sostanziale: i Tedeschi piantumano già “alberi”, non “virgulti”.

Continuando sull’autostrada, da Lindau verso Monaco, sorprendono la quantità e la diversità delle barriere fonoassorbenti che sono state poste: da quelle tradizionali di tre metri poste a protezione di qualche insediamento che vedi in lontananza: cose che da noi hai dovuto lottare degli anni per dare un po’ di sollievo a qui poveretti di via della Quercia, che vivono attaccati alla Milano-Meda. In tutta l’autostrada non ho visto un solo insediamento così attaccato ad essa. In tutto questo tratto di Germania non c’è nessuno che vive attaccato ad essa così come, al contrario ci troviamo a vivere a Paderno su tutto il fronte che parte dalla Rho-Monza al Villaggio Ambrosiano fino alle zone di Calderara sulla Milano-Meda. O come ci troveremo a vivere se passerà il preliminare di riqualifica della Rho-Monza.

Ci sono dei punti in cui l’autostrada si avvicina leggermente ad alcuni insediamenti, ma qui sono state costruite barriere ancora più alte ed incurvate, quasi a voler far ricadere tutto il disagio creato sulla strada medesima. Queste strutture ricordano, per forma, i disegni tridimensionali che si vedono sui nostri articoli di giornale, per descrivere le barriere che, forse, verranno poste sulla tengenziale est a protezione di Cologno, dopo decenni di sofferenza per i Colognesi coinvolti. Ebbene, le ho viste: là, in Germania, sono una regola, adeguata alla rilevanza dell’area da proteggere. E, parlando a mensa con i colleghi tedeschi, non mi pare proprio che per vedere realizzato tutto ciò sia stato necessario creare comitati e movimentare dal basso la gente: semplicemente è stato pianificato un progetto nel rispetto di tutte le regole. Sembra incredibile, ma è vero. In Europa è così!

Sull’autostrada c’è anche un breve tratto in tunnel: una struttura “a doppia canna di fucile”: in ogni “canna” un senso di marcia fatto di due corsie.

E ci sono anche i lavori in corso, per raddoppiare i tratti ancora in singolo. Il disagio c’è: perché ad un certo punto tutto si restringe ad una corsia. Rallenti un po’, ma non mi sono mai fermato.

A completamento di questo quadro di azione integrata nell’ambiente esistente, sono stato colpito dall’uso diffuso dei tetti fotovoltaici che viene fatto in queste campagne. I tetti delle fattorie e delle case sono tutti decisamente spioventi: delle cuspidi acuminate che servono a scaricare la copiosa neve che l’inverno qui dispensa sempre con generosità. Ebbene: quella metà del tetto esposta a sud viene spessissimo ricoperta di un sistema fotovoltaico che permette di ricavare energia elettrica indefinitamente. Non ho visto niente di simile nelle nostre campagne. Eppure non è l’Italia il paese del sole? E perché deve essere un’anonima fattoria del contado di Augsburg ad adottare questa soluzione e non una di Casalmaggiore? O, procedendo verso sud, perché non devo vedere queste cose diffusamente presenti nel Cilento, nelle Puglie, in Sicilia ed in Sardegna?

In Germania la “fame” di sole della gente è tale per cui, anche a Febbraio, quando c’è il sole, chi ha la “cabrio” va in giro decappottato, anche se ci sono 10 gradi sotto zero! E questi qui rivestono i tetti delle loro fredde fattorie per produrre elettricità, mentre da noi, patria delle estati a 40 gradi non si fa praticamente nulla? Chi è il “cretino”? L’Italiano o il Tedesco? Boh!

 

Giunti a Monaco, come accennavo prima, il cartello di delimitazione del comune segna uno stacco effettivo fra l’ambiente rurale e quello urbano. Si passa davvero dalla campagna alla città. Questa è la prima cosa che colpisce chi arriva o chi lascia Monaco.

Continuiamo a seguire le indicazione del navigatore, che ci deve portare all’albergo. La sistemazione è posta abbastanza vicino alla sede della multinazionale, sita in St. Martin Strasse. Immancabilmente, avvicinandosi all’albergo, si passa per il Mitteler Ring. Anche Monaco, come Milano, è fatta di circonvallazioni concentriche. Questo Ring è il più importante: è l’equivalente della circonvallazione esterna di Milano, quella di piazzale Lotto, per intenderci.

Il Ring è fatto di tre corsie per senso di marcia e spesso soffre anche lui di problemi di traffico. Quello che mi colpisce è che il Ring, appena può, si inabissa in tunnel. Moltissime tratte, comprensive di svincoli, sono in sotterranea. Dove non è così, la trincea regna sovrana. Essa è corredata di tutte le strutture fonoassorbenti del caso, ed anche qui quelle incurvate descritte precedentemente hanno il sopravvento. Anche in città si vedono applicate le stesse regole che avevo già notato sul tragitto autostradale. Dove vedi accorgimenti di questo tipo a piazzale Lotto?

E’ evidente che in Germania esistono delle regole e vengono fatte rispettare. Avranno anche loro i loro “furboni”, ma il livello medio di coscienza e senso civico è nettamente superiore al nostro. La sensazione che ho avuto su questo tipo di questioni “viabilistiche” è che, semplicemente, in Germania hanno fatto quello che andava fatto “a regola d’arte”. Non c’è niente di improvvisato, né di “sacrificato” al bilancio. E questo lo si vede anche nella vita spicciola.

In centro, a MarienPlatz, la loro piazza centrale, importante come la nostra piazza Duomo, è un crogiolo di razze ed etnie: non ho mai visto concentrate in un solo punto tante donne islamiche completamente nascoste, dalla testa ai piedi, in quei loro abiti neri che le riducono ad una coppia di anonimi occhi, come a MarienPlatz. E’ segno che ci sono anche là tantissimi immigrati. E poi vedi gente da tutta Europa, dall’Africa, dall’Asia. Eppure non ha mai la sensazione di trovarti altrove: sei in Germania, si parla tedesco, i negozi hanno le insegne in Tedesco: “Griechiste Restaurant” col simbolo della Paulaner annuncia un ristorante greco.

 

Ma questo è un altro discorso.

 

Ciao.

F.

L’Italia che cala le braghe

Caught with pants down

Ultimamente mi è capitato di leggere le varie situazioni in cui il nostro Governo, avrebbe pagato per il quieto vivere e per la sicurezza.
Stando a quanto apparso ultimamente sulla stampa l’Italia avrebbe quindi pagato i Talebani in Afghanistan per garantire la sicurezza dei nostri soldati e i boss di ‘cosa nostra’ per mantenere la stabilità del Paese.
La cosa che mi amareggia è che non stento a crederlo. L’atteggiamento di ’salvare capra e cavoli’, il ‘papocchio’ per intenderci, purtroppo è stato sempre insito nelle scelte strategiche effettuate dal nostro paese e nell’italica natura.

Piuttosto che dire ‘No Grazie’ noi in Afghanistan non ci siamo, per poter comunque partecipare all’Onu e non inquietare l’alleato americano l’Italia è stata costretta a presenziare, ma per non prendere troppe scoppole è anche stata costretta a pagare. L’unica speranza in questo caso è che il Tremonti della situazione sia stato in grado di valutare se il totale tra quanto incassato ‘restando con gli americani’ e quanto speso per limitare i danni abbia restituito un segno +. In caso contrario non fatico a immaginare da quali tasche sia stato prelevata la differenza.
Lo stesso discorso vale per i ‘papocchi’ con le cosche dominanti e perchè no con le Brigate Rosse.

Insomma, pagare per stare tranquilli e nello stesso tempo fare bella figura a livello nazionale e internazionale.
Il problema di questo meccanismo è che alla fine diventa una regola. Ad ogni missione congiunta alla quale ci troveremo a partecipare da ogni gruppo a delinquere particolarmente organizzato rischieremo di vederci presentare il conto.
Per quanto riguarda i sequestri privati il congelamento dei parenti delle vittime viene invece applicato con rigorosa inflessione, proprio per evitare che si generi un precedente. Bah, le solite contraddizioni italiche e la solita indifferenza verso il singolo.

Oltre che diventare una regola, la tendenza a ‘calare le braghe’ rischia anche di diventare una pericolosa abitudine, da applicare nei casi più disparati. Mi sembra quasi una ‘marchetta’ (si può chiamare così) anche la recente proposta dei cosidetti ‘finiani’ per introdurre l’ora di religione islamica a scuola??????? Ma forse che in Afghanistan gli passerebbe mai anche solo l’idea di istituire l’ora di religione Cristiana o Ebraica???? Al massimo istituiscono l’ora di fustigazione del Cristiano o dell’Ebreo.

Va bene l’integrazione, è un concetto sacrosanto, siamo un paese civile e un mondo senza razzismo e più tollerante sarebbe un po’ più bello da vivere. Ma perchè tutta questa attenzione recente solo per i Musulmani??? Ultimamente il tema ricorrente è sempre il solito. Ci vuole la Moschea per i Musulmani di V.le Jenner, ci vuole l’ora di religione Islamica a scuola, ci vuole il permesso d’ingresso con il Burkini in piscina e poi???
Se una delle nostre giornaliste vuole andare a fare un’intervista in un paese islamico le conviene coprirsi per evitare di essere lapidata. Qui, nonostante la legge si vedono girare i burka integrali. Anche in questo caso, integrazione non vuole dire ‘calare le braghe’.

Ipotizzare di togliere i crocifissi dal muro??? Che piaccia o meno c’è il Concordato e una consuetudine storica. Se ti piace bene, se non ti piace ti integri. L’integrazione infatti dovrebbe essere bidirezionale e valida per tutti. Perchè devo preoccuparmi più degli islamici e meno dei cinesi, dei tibetani o degli ebrei?
Vuoi entrare in piscina con il burkini? Mi spiace le regole sono altre, o ti piace o ti integri o il bagno lo vai a fare a casa.
Non vuoi l’ora di religione cristiana? Puoi tranquillamente rifiutarla e i tuoi bimbi faranno altre attività.

Vogliamo invece inserire o utilizzare l’ora di religione per far conoscere anche le altre religioni? Questo avrebbe sicuramente un altro senso e potrebbe essere utile. Ma ci dovrà occupare in egual misura di TUTTE le religioni. Forse un’iniziativa di questo genere potrebbe agevolare l’integrazione, favorendo la conoscenza delle reciproche culture. Inserire l’ora di religione Islamica no, perchè altrimenti avrebbero il diritto di pretendere la stessa cosa i Buddisti, i Rasta, gli Induisti e chi più ne ha più ne metta.

Calare le braghe perchè altrimenti la scheggia impazzita di turno tenta di farsi esplodere in caserma?
No grazie. Sei ospite a casa mia, ci sono regole da rispettare e valgono per tutti quelli che vogliono entrarci. Se non ti sta bene nessuno ti obbliga a venire da me.
Razzismo? No, mi spiace, semplice e puro nazionalismo, protezione dell’identità storica e culturale.
Prima quindi di uscire con simili trovate pensate più ai contingenti problemi dell’italica gente. Ma soprattutto finiamola di nasconderci dietro sterile demagogia, ipocrisia e frasi fatte. In una recente trasmissione, la maggior parte delle persone incontrate per strada hanno chiesto che gli stranieri regolarmente inseriti nel nostro paese devono comunque mostrare la buona volontà di adattarsi alle leggi vigenti, non il viceversa.

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